Regali di nozze in contanti vanno dichiarati e va dimostrata la provenienza

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Fino a che punto è lecito non dichiarare al Fisco un regalo “in busta”?

Il problema della donazione di somme “in contanti” nasce per evitare l’evasione o il riciclaggio di denaro. Al riguardo è bene, innanzitutto, ricordare che il regalo di denaro in contanti fatto in occasione di nozze o altre ricorrenze, messo in una busta chiusa, si configura come normale donazione di modico valore e come tale non richiede l’atto pubblico.
Sotto questo profilo è, infatti, importante sapere che le donazioni di carattere non modico, fatte senza l’atto di donazione, sono nulle e quindi potrebbero essere impugnate da chiunque senza limiti di tempo, anche dalla persona che inizialmente vi ha regalato i soldi e vi chiede la restituzione della cifra. Se però l’importo dovesse essere di notevole valore, si renderà necessaria la presenza di un notaio, sotto pena di nullità della donazione.

Nel 2024, è possibile effettuare pagamenti in contanti entro la soglia di cinquemila euro per le elargizioni in contanti (fino al 31 dicembre 2022 il limite era più basso: duemila euro). Il limite si applica non soltanto per i pagamenti tra privati per l’acquisto di beni e servizi, ma anche per i prestiti o regali tra parenti.
Quindi entro il limite di 5.000 euro non sarà necessario il bonifico. Se invece si intende fare un regalo in busta più sostanzioso è importante, nel rispetto delle norme anti-riciclaggio che queste vengano effettuate attraverso un bonifico o un assegno per garantire la tracciabilità del denaro.