Un cane, affidato in post rottura matrimoniale, all’ex moglie, viene ritrovato in strada, esposto al sole, legato al portone – del palazzo in cui vive la donna – e in palese sofferenza, ossia ipertermia e frequenza respiratoria alta.
Inevitabile lo strascico giudiziario, che vede la donna condannata in Tribunale a pagare 700 euro di ammenda per «aver sottoposto a sevizie il cane – un pastore tedesco – legandolo alla ringhiera del portone del suo palazzo ed esponendolo al forte caldo, senza lasciargli da bere». In aggiunta, poi, le viene anche imposto di risarcire l’ex marito, costituitosi parte civile.
Inutili le obiezioni sollevate dal legale della donna. Inequivocabili, difatti, le condizioni in cui l’animale fu trovato.
