Neo patentato ed applicazione della r.c.a. in caso di incidente

  • Categoria dell'articolo:Diritto Penale
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In Piemonte, un neopatentato perde il controllo della potente auto di un familiare, causando la morte di una passeggera minorenne. Accertata la sua responsabilità, si scopre che aveva conseguito la patente da meno di un anno, il che gli impediva di guidare veicoli con un rapporto potenza/massa superiore a 55 kw/t, come quello incidentato.

L’assicuratore della vettura, dopo aver indennizzato i familiari della vittima per quasi un milione e duecentomila euro, chiede al proprietario (titolare della polizza) il rimborso fino a 500mila euro. Questo perché la polizza esclude la copertura per sinistri causati da persone non abilitate alla guida, una clausola inopponibile ai terzi danneggiati ma che permette all’assicuratore di rivalersi sull’assicurato.

I giudici di merito danno ragione all’assicurazione, affermando che la clausola esclude la copertura per sinistri causati da persone non abilitate alla guida, compresi i neopatentati che guidano veicoli di potenza superiore a 55 kw/t, cosa vietata dal Codice della strada in vigore all’epoca.


La Cassazione accoglie l’obiezione del proprietario del veicolo, escludendo il diritto di rivalsa dell’assicuratore. Il titolare del contratto assicurativo sostiene che la clausola che esclude la copertura se il conducente non è abilitato alla guida si riferisce solo all’assenza di patente (perché mai conseguita o sospesa, revocata o scaduta), non alla guida di un veicolo per cui la legge richiede la patente da almeno un anno.
All’epoca dell’incidente, il giovane conducente aveva la patente B, conseguita da meno di un anno, e guidava un’auto con potenza superiore a 55 kW/t. I Giudici chiariscono che non si può escludere la copertura, perché non si tratta di un soggetto non abilitato. Il Codice della strada stabiliva che i titolari di patente B, per il primo anno dal rilascio, non potevano guidare auto con potenza superiore a 55 kW/t, con sanzioni da 165 a 660 euro e sospensione della patente da due ad otto mesi.

I Giudici hanno osservato che il Codice della strada consentiva ai titolari di patente “B” di guidare autoveicoli fino a 3500 kg, progettati per trasportare fino a otto persone, senza menzionare la potenza. Chiunque guidava un veicolo senza la patente corrispondente rischiava un’ammenda da 2.257 a 9.032 euro. La legge puniva la guida senza patente per il tipo di veicolo. Nel caso in esame, il giovane conducente aveva la patente per il veicolo (fino a 3,5 tonnellate). Questo dimostra che era abilitato alla guida. Il divario tra la sanzione per guida senza patente (fino a 9.032 euro) e quella per neopatentati che guidano veicoli con potenza superiore a 55 kw/t (fino a 660 euro) conferma questa conclusione.