Il rapinatore era armato e il giovane ha agito in stato di forte turbamento. Secondo i giudici, c’è legittima difesa se si tutela non solo l’integrità fisica, ma anche il patrimonio, come un Rolex. Raggiunto dalle forze dell’ordine il rapinatore è stato arrestato per il tentativo di rapina e successivamente condannato ad una pena di 2 anni e 4 mesi.
Due anni dopo, il rapinatore ha richiesto all’assicurazione della Mercedes il risarcimento del danno subito, come se si trattasse di un normalissimo sinistro. Ne è sorta una causa civile che ha respinto la richiesta di risarcimento rilevando «la palese infondatezza e pretestuosità della domanda».
La sentenza ricostruisce con dovizia di particolari quanto accaduto nel 2014 e spiega che il figlio dell’imprenditore «è stato indotto in uno stato di paura ed a fronte dell’aggressività e della violenza» manifestate dal rapinatore nei confronti del proprio padre, «tale da rendere la manovra contestuale effettuata una legittima e proporzionata reazione all’offesa ingiusta subita dal proprio genitore». Il rapinatore dovrà pagare le spese legali di 7.600 euro e ulteriori 3.800 euro per aver intentato una lite temeraria.
