Divorzio: assegno alla ex sfrattata

Sconfessato il principio della conservazione del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, si riconosce il diritto all’assegno di divorzio al coniuge non indipendente o autosufficiente economicamente, il quale abbia subito uno sfratto per morosità.

È questa la fattispecie sulla quale si è pronunciata la Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 30738 del 2017, respingendo il ricorso dell’ex marito, obbligato in sede di appello alla corresponsione dell’assegno in favore dell’ex coniuge. Nonostante il giudice a quo avesse ridotto l’importo dell’esborso, l’uomo contestava davanti ai giudici di legittimità proprio la configurabilità dei presupposti per la concessione dello stesso (ex art. 5, comma 6, legge n. 898 n. 1970), ritenendoli di fatto insussistenti. Secondo il ricorrente, infatti, la Corte di merito non avrebbe correttamente valutato le condizioni reddituali delle parti e denuncia la percezioni di redditi in nero da parte dell’ex moglie.

La Corte di Cassazione –  respingendo il gravame –  conferma l’attribuzione dell’assegno divorzile, seppure in una misura ridotta rispetto a quella determinata dal giudice di prime cure, sulla base dell’accertamento dell’inadeguatezza dei redditi della donna, tali da non renderle possibile l’espletamento delle normali esigenze di vita. In particolare, i giudici di merito hanno precisato che la situazione della donna si era aggravata a seguito di uno sfratto per morosità e che la stessa vivesse con una persona anziana alla quale prestava assistenza. Quest’ultimo rappresenta un accertamento di fatto, incontestabile in sede di legittimità, che indubbiamente integra la condizione di mancanza di indipendenza e autosufficienza economica ed autorizza l’attribuzione dell’assegno divorzile.