Condominio: la delibera in conflitto di interessi può anche essere valida

Per rendere invalida una delibera condominiale non è sufficiente che coloro che vi avevano degli interessi conflitto non si siano astenuti. La Corte di cassazione, con la sentenza n. 1853 del 2018, ha infatti ricordato che l’invalidità di questa non discende solo dalla verifica del voto determinante dei condomini in conflitto di interesse, ma anche dalla dannosità – perfino solo potenziale – del provvedimento stesso.

Una deliberazione assunta dall’assemblea di condominio può dirsi invalida solo se sussiste una sicura divergenza tra l’interesse istituzionale del condominio e le specifiche ragioni personali dei singoli condomini, i quali, non astenendosi, abbiano costituito la maggioranza assembleare. Pertanto, in generale, i condomini in potenziale conflitto di interessi possono, ma non devono, astenersi dall’esercitare il voto.

Nella fattispecie, la Cassazione ha anche chiarito quando si verifica il vizio della deliberazione approvata con il voto decisivo dei condomini in conflitto: si tratta, in particolare, di quella delibera «diretta al soddisfacimento di interessi extra-condominiali, ovvero di esigenze lesive dell’interesse condominiale all’utilizzazione, al godimento ed alla gestione delle parti comuni dell’edificio».

 

Chiudi il menu
Open chat