Rifiuta di sottoporsi all’alcoltest: condannato

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Il caso

Il Tribunale di Verbania condannava un automobilista alla pena di sei mesi di arresto e al pagamento di 1500 euro di ammenda per essersi rifiutato di “sottoporsi ai controlli volti all’accertamento del tasso alcolemico, disposti perché era stato trovato alla guida di auto Mercedes con sintomi di ebbrezza alcolica”.

L’uomo proponeva ricorso per cassazione lamentando di non aver ricevuto l’avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore nel momento in cui era stata avviata la procedura di accertamento strumentale dell’alcolemia. 

Il ricorso risulta infondato giacché la norma di cui all’odierna imputazione sanziona proprio il rifiuto. 

I Giudici ricordano che “l’avvertimento di cui all’art. 114 disp. att. c.p.p., è previsto nell’ambito del procedimento volto a verificare la presenza dello stato di ebbrezza e l’eventuale presenza del difensore è volta a garantire che il compimento dell’atto in questione, in quanto atto a sorpresa e non ripetibile, sia condotto nel rispetto dei diritti della persona sottoposta alle indagini.
Il procedimento, in altri termini, è certamente in corso, allorquando si registra il rifiuto dell’interessato di sottoporsi all’alcoltest. Nel momento stesso del rifiuto, è integrato il fatto reato sanzionato dall’art. 186 C.d.S., comma 7. e non v’è più nessun atto da compiere per il quale vada dato l’avviso”.

Per tali ragioni con la sentenza n. 16816/21 del 4 maggio la Corte di cassazione rigetta in ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.