Pensione anticipata, ecco come andare in pensione 7 anni prima con l’isopensione

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In attesa del perfezionamento dei requisiti per la pensione, i lavoratori possono aderire ad uno scivolo pensionistico, a carico dal datore
La legge riconosce ai lavoratori dipendenti privati la possibilità di pensionamento anticipato fino a 7 anni quando il datore di lavoro ha eccedenze di personale. Si tratta della c.d. isopensione.
La legge stabilisce che, nel caso di eccedenza di personale, il datore con mediamente più di 15 dipendenti può stipulare accordi con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello aziendale per incentivare l’esodo dei lavoratori più anziani ai quali manca un determinato numero di anni al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata. In pratica, questo meccanismo permette un anticipo dell’età pensionabile.
Il datore dovrà versare, con oneri totalmente a suo carico, un assegno al lavoratore di un ammontare equivalente alla pensione (appunto, l’isopensione) per l’intero periodo di esodo, fino al momento in cui il dipendente raggiungerà i requisiti per il pensionamento. Inoltre, il datore dovrà anche provvedere alla relativa copertura contributiva (ossia la c.d. contribuzione figurativa correlata), utile per il conseguimento del diritto alla pensione. Per accedere a questo meccanismo bisogna rispettare alcune condizioni.

Oltre all’accordo sindacale, entro 90 giorni prima della data di accesso alla prestazione del primo lavoratore coinvolto, è necessario che il datore presenti telematicamente domanda all’INPS. Insieme alla richiesta, occorre anche allegare l’accordo e la lista dei lavoratori interessati dal piano di esodo. Se ci sono tutti i requisiti visti finora, l’INPS convalida l’accordo. Quando il dipendente interessato accetta, ci sarà la cessazione del rapporto di lavoro secondo le modalità e i tempi previsti dall’accordo di esodo e, dal mese successivo alla risoluzione del rapporto, il datore dovrà provvedere a corrispondere l’assegno di esodo.