Violazione di domicilio: la legittima difesa può escludere l’eccesso colposo

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 28782 del 2019 ha rinviato a giudizio il caso di due vicini che avevano avuto un diverbio verbale, il quale si era poi tramutato in uno scontro fisico. Più nel dettaglio, ha invitato il giudice del rinvio ad interpretare il fatto alla luce delle modifiche effettuate  della L. n. 36 del 2019 sull’eccesso colposo ex art. 55 c.p. Ed invero il novellato articolo ha introdotto una causa di non punibilità nei casi in cui la reazione all’offesa ingiusta è stata posta in essere a seguito della violazione del domicilio. 

Ebbene, la fattispecie traeva origine da un battibecco poi degenerato in uno scontro fisico nel quale l’imputato, aggredito dalla parte offesa, prima a parole poi a spintoni, al fine di far cessare il morso che quest’ultima gli stava dando sotto ad una ascella, gli sferrava un violento pugno al volto.

Secondo l’orientamento dominante in giurisprudenza, ai fini della configurabilità dell’eccesso colposo nella legittima difesa, occorre innanzitutto accertare l’eventuale inadeguatezza della reazione difensiva, con riguardo all’eccesso nell’uso dei mezzi a disposizione dell’aggredito. Successivamente, procedere all’ulteriore differenziazione tra eccesso dovuto ad errore di valutazione ed eccesso consapevole e volontario, poiché soltanto il primo rientra nello schema dell’eccesso colposo, mentre il secondo costituisce scelta volontaria, estranea alla predetta scriminante (Cass. pen., Sez. I, 22 novembre 2011, n. 47662).

Secondo i giudici territoriali l’imputato, per far cessare il morso, avrebbe potuto allontanare l’antagonista con modalità diverse e meno violente, anziché colpirlo al volto con un pugno. Di talchè lo hanno condannato alla pena detentiva, riconoscendo l’eccesso colposo.

La Corte di Appello, poi, confermando in parte le statuizioni dei giudici di primo grado, rilevano che l’imputato aveva ecceduto nella reazione difensiva, a seguito del morso che la vittima gli stava dando nella zona ascellare, ma sostituivano la pena irrogata con una sanzione amministrativa.

Adita infine la Corte di Cassazione, rinviando la causa per necessità di esaminare di nuovi i fatti, sollecita in sede di rinvio una valutazione sull’eventuale applicabilità della nuova disciplina dell’eccesso colposo nella legittima difesa, di cui agli artt. 52 e 55 c.p., come modificati dalla l. n. 36 del 2019, posto che il diverbio tra i due soggetti era avvenuto all’interno del giardino recintato posto al piano terra dell’edificio.

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