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Fino a tre anni di carcere per il marito che non se ne va da casa | Studio Legale Parenti

Fino a tre anni di carcere per il marito che non se ne va da casa

In data 9 agosto c.a. è entrato in vigore il c.d. Codice Rosso (L. n. 69/2019) recante “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”.

Si tratta di un provvedimento che rappresenta un approdo importante lungo il percorso teso a contrastare la violenza domestica e di genere. Sono infatti molte le novità contenute nel provvedimento e tra queste si annovera quella introdotta dall’art. 387-bis c.p., avente ad oggetto la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

Con tale norma si è avvertita l’esigenza di rendere penalmente perseguibile la condotta di chi “essendovi legalmente sottoposto, violi gli obblighi o i divieti derivanti dal provvedimento che applica le misure cautelari di cui agli articoli 282-bis e 282-ter del codice di procedura penale.

La prima di queste due norme procedurali, l’art. 282-bis, c.p.p., si riferisce al provvedimento che prescrive all’imputato di lasciare immediatamente la casa familiare, o meglio di non farvi rientro, e di non accedervi senza l’autorizzazione del giudice che procede. La seconda, l’art. 282-ter c.p.p., invece, richiama il provvedimento con cui il giudice prescrive all’imputato di non avvicinarsi a luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa ovvero di mantenere una determinata distanza da tali luoghi o dalla persona offesa.

Ebbene, chi non rispetta le prescrizioni del giudice rischia la pena della reclusione da sei mesi a tre anni. Alla stessa pena soggiace anche chi non rispetta quanto stabilito dall’ordine di cui all’art. 384-bis c.p.p. Quest’ultima disposizione consente agli ufficiali e agli agenti di polizia giudiziaria di disporre, previa autorizzazione del pubblico ministero (scritta, oppure resa oralmente e confermata per iscritto, o per via telematica), l’allontanamento urgente dalla casa familiare con il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa, nei confronti di chi è colto in flagranza di una serie di delitti (es. violazione degli obblighi di assistenza familiare, maltrattamenti di familiari e conviventi, ecc.), ove sussistano fondati motivi per ritenere che le condotte criminose possano essere reiterate ponendo in grave ed attuale pericolo la vita o l’integrità fisica o psichica della persona offesa.

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