Anche tramite telefonate si commette lo stalking

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Corte di Cassazione, sentenza n.11945 del 26.03.2010

La Corte di Cassazione con la sentenza in esame ha precisato che deve essere condannato per stalking lo sconosciuto che, con una certa regolarità di apposta davanti alla scuola o all’abitazione di una dodicenne molestandola verbalmente e lanciandole dei baci. La corte di Cassazione, con la sentenza in oggetto, classifica come stalking gli atti persecutori che sono in grado di produrre nella vittima tre stati d’animo ben individuati: un perdurante stato di ansia o di paura, un fondato timore per la propria incolumità per quella a cui si è effettivamente legati e, per finire, la costrizione ad alterare le proprie abitudini di vita. Tre effetti che i giudici hanno, in base alle testimonianze, riscontrato nella minore molto spesso seguita nei suoi spostamenti da casa a scuola da un uomo che le rivolgeva sguardi insistenti, baci, apprezzamenti e inviti a salire a bordo del suo furgone. Quanto basta per indurre nella bambina sia lo stato di ansia sia il timore per la propria incolumità intanto da farle manifestare l’intenzione di non frequentare più scuola.

Corte di Cassazione, sentenza n. 6384 del 11.02.2014

La Corte di Cassazione con la sentenza in esame ha precisato che anche le telefonate e gli sms possono integrare il reato di stalking se pongono il destinatario in un perdurante stato di ansia e di paura.