Che succede se la moglie abbandona casa e marito

La Corte di Cassazione con ord. n. 25966 del 15/12/2016 stabilisce che l’allontanamento dalla casa coniugale costituisce una violazione dell’obbligo di convivenza. L’art. 144 cod. civ stabilisce infatti che si tratta di un illecito civile, di una violazione quindi dei doveri del matrimonio, fondati sulla cooperazione e assistenza reciproca. La sanzione è costituita dall’addebito della separazione.  L’allontanamento ingiustificato integra anche l’ illecito penale ai sensi dell’ art. 570 cod. pen. rappresentante dalla violazione degli obblighi di assistenza familiare.

Nel caso di specie, il giudice a quo richiama la giurisprudenza consolidata di questa Corte ( tra le altre, Cass. n. 9074 del 2011 e 2059 del 2012) per cui, per la pronuncia di addebito nella separazione, è necessaria non solo l’esistenza di una violazione degli obblighi tra coniugi nascenti dal matrimonio, ai sensi dell’art. 143 c.c., ma anche quella di uno stretto rapporto di causalità tra tale violazione e l’elemento della intollerabilità della convivenza. Ciò in generale per qualsiasi violazione degli obblighi, ivi compreso quello di fedeltà. Diversa peraltro è la situazione, nella specie dedotta, dell’allontanamento del coniuge dalla casa coniugale, che, se non assistito da una giusta causa, costituisce violazione dell’obbligo di convivenza. Viene meno in tal senso da parte del richiedente l’obbligo di provare il rapporto di causalità tra la violazione e l’intollerabilità della convivenza; sarà l’altra parte a dover provare la giusta causa dell’allontanamento che potrebbe consistere in un comportamento negativo del coniuge o magari in un accordo tra i due coniugi per dare vita, almeno temporaneamente, ad una separazione di fatto, in attesa di una successiva formalizzazione.

La Corte cassa sentenza impugnata, con rinvio alla Corte di Appello, la quale che si atterrà ai principi suindicati, e si pronuncerà sulle spese del presente giudizio

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