Se il padre non paga il mantenimento al figlio c’è il carcere

L’impossibilità di adempiere all’obbligo di mantenimento dei figli, successivamente alla separazione,  esclude la responsabilità penale solo se costituisce una situazione di persistente, oggettiva e incolpevole indisponibilità di introiti. L’imputato ha l’onere di provare gli elementi dai quali possa desumersi la sua impossibilità di adempiere, non è infatti sufficiente la semplice dimostrazione di una generica difficoltà economica. L’obbligo del genitore di contribuire al mantenimento dei figli minori non viene meno neanche se questi ultimi sono assistiti da altri soggetti, come la madre o i nonni, o anche se godono di eventuali elargizioni da parte della pubblica assistenza.

Di recente la Suprema Corte con la sentenza n. 50075 del 25/11/2016 è tornata sul tema del padre che si disinteressa, dopo la separazione, del mantenimento del figlio. Secondo i giudici il comportamento è talmente grave da implicare sempre la pena detentiva .

Sempre la Cassazione con la sentenza n. 48549/2016 ha escluso l’applicazione del beneficio della cosiddetta «tenuità del fatto» per il mancato versamento dell’assegno nei confronti dei figli minori: si tratta di un trattamento di favore che deve essere accordato a tutti coloro che commettono un reato punibile con una pena detentiva di non oltre cinque anni o con la sola pena pecuniaria. Chi accede a tale beneficio evita qualsiasi sanzione economica e il procedimento penale viene archiviato. Pertanto non può essere dichiarata la tenuità del fatto qualora venga più volte dimenticato il pagamento dell’assegno di mantenimento, configurandosi un’ipotesi di “comportamento abituale” ostativa al riconoscimento del beneficio.

Dura e impietosa, quindi, la scure della Cassazione contro il genitore che si disinteressa completamente dei figli, sia sul piano morale (dimenticando le visite e gli incontri o di partecipare alle occasioni importanti della loro vita come la prima comunione, il saggio di musica, ecc.) sia su quello economico. Condannato quindi alla pena detentiva e non al pagamento della  pena pecuniaria, il padre che non ha mai versato l’assegno in favore del minore.

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