Bambini nati da maternità surrogata: no all’indicazione nell’atto di nascita del genitore d’intenzione

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Una coppia omogenitoriale, sposatasi a New York nel 2013, aveva chiesto al Sindaco di un comune siciliano, quale ufficiale delegato dal Governo in materia di Stato civile, la rettifica dell’atto di nascita di due bambini nati nel 2017 mediante la pratica della maternità surrogata, utilizzando materiale genetico proveniente da uno dei due uomini. Il Sindaco aveva respinto la richiesta avanzata dai ricorrenti che, accanto al genitore già risultante nell’atto di nascita, fosse indicato anche l’altro come secondo genitore. Poiché la pratica della maternità surrogata, quali che siano le modalità della condotta e gli scopi perseguiti, offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane, non è automaticamente trascrivibile in Italia il provvedimento giurisdizionale straniero, e di conseguenza l’originario atto di nascita, che indichino quale genitore del bambino il genitore d’intenzione che, insieme al padre biologico, ne ha voluto la nascita ricorrendo alla surrogazione nel Paese estero.