Confermato il licenziamento dello chef dopo l’ispezione sanitaria dei Carabinieri

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La Corte d’Appello di Palermo confermava la decisione di prime cure di rigetto dell’impugnativa del licenziamento per giusta causa intimato ad uno chef dalla società che contestava, a seguito di un’ispezione igienico-sanitaria effettuata del Nucleo antisofisticazioni dei Carabinieri, il ritrovamento di alimenti mal conservati. In particolare, la contestazione si riferiva al congelamento abusivo di circa 47 kg di alimenti, alcuni parzialmente privi di idonea copertura, accatastati l’uno sull’altro ed in promiscuità tra loro, in parte invasi da ghiaccio e con segni di bruciature da freddo, detenuti inoltre ad una temperatura diversa da quella indicata nelle rispettive etichette. Il lavoratore ha impugnato la sentenza d’appello in Cassazione senza però avere successo. La Cassazione ha infatti rigettato il ricorso confermando la sussistenza della giusta causa del licenziamento, qualificata dalla costante giurisprudenza come quel fatto che non consente la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto.