Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2026, il Piano Casa Italia, programma governativo finalizzato al contrasto del disagio abitativo, al rilancio delle politiche abitative e alla riorganizzazione dell’offerta esistente (inizialmente previsto per giugno 2025), si arricchisce di nuovi obiettivi specifici e modalità di attuazione.
La normativa impone al Piano Casa Italia di individuare interventi di recupero, riqualificazione e realizzazione nell’ambito di nuovi modelli di edilizia residenziale e sociale, volti a fornire soluzioni abitative ai seguenti fabbisogni sociali:
– Realizzazione e recupero di alloggi di edilizia sociale destinati alla locazione a canone agevolato, sulla base di contratti di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili (ex art. 23 del DL 133/2014, convertito dalla Legge 164/2014), ovvero contratti rent to buy, di unità immobiliari adibite ad abitazione principale per giovani, giovani coppie e genitori separati.
– Realizzazione e adeguamento di unità immobiliari di edilizia sociale destinate alle persone anziane, in coerenza con le finalità del Dlgs 29/2024, da destinare alla locazione a canone agevolato di unità immobiliari, anche in abbinamento a contratti di permuta immobiliare, nell’ottica di favorire la realizzazione di progetti di coabitazione.
Il modello di housing, destinato alle famiglie con reddito medio-basso, alle giovani coppie e ai genitori separati impossibilitati ad accedere a mutui o all’edilizia popolare, è oggetto di studio da parte del Governo. Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ne ha illustrato i dettagli a novembre 2025.
Il rent to buy rappresenta una tipologia contrattuale in cui il proprietario/concedente trasferisce immediatamente la disponibilità dell’immobile al conduttore/futuro acquirente, il quale corrisponde un canone periodico. Al termine di un periodo temporale predeterminato nel contratto, il conduttore ha la facoltà di esercitare l’opzione di acquisto del bene, detraendo dal prezzo di vendita una quota dei canoni già corrisposti.
Il target degli anziani rappresenta da tempo un focus strategico nella definizione di nuovi modelli di housing. Attualmente, su una popolazione di 13,9 milioni di individui di età superiore ai 65 anni, pari a circa il 23% della popolazione totale, 4 milioni di anziani vivono in solitudine e 2,4 milioni costituiscono coppie di anziani.
Il senior housing introduce un nuovo paradigma di residenzialità, caratterizzato da appartamenti destinati alla locazione ad anziani autosufficienti, dotati di servizi comuni quali assistenza sanitaria, lavanderie, aree comuni, supporto e trasporto, spazi dedicati all’attività sportiva e ricreativa. Questo modello sta acquisendo rilevanza anche nelle politiche abitative pubbliche.
