Il Consiglio dei ministri ha deciso la sospensione per il 2027 del bollo per auto e moto, un tributo che chi possiede un veicolo deve pagare ogni anno. Il prossimo anno non lo dovrà pagare chi ha un’automobile di piccola o media potenza (sotto gli 80 kW) e chi ha un motociclo: spetta però solo un’esenzione a persona, dunque chi possiede più veicoli non pagherà un bollo soltanto, quello con l’importo più basso. Il governo ha stimato che i veicoli coinvolti da questa decisione siano circa 14,5 milioni.
Il bollo è una tassa regionale, dunque il governo ha previsto una compensazione di 2,3 miliardi di euro da dare alle regioni per il mancato gettito. Al momento non è chiaro come finanzierà questa misura.
Nella conferenza stampa che ha seguito la riunione del Consiglio dei ministri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto che il governo ha «deciso di abolire in modo strutturale» il bollo, definito «una delle tasse più odiate dagli italiani». È una dichiarazione demagogica e fuorviante, perché la misura non prevede l’abolizione permanente del bollo, ma solo l’esenzione per un anno.
Fonti della presidenza del Consiglio hanno fatto sapere che è temporanea perché per ora è stata inserita in un decreto-legge, un provvedimento in teoria emergenziale, ma che il governo intende rendere la misura permanente con la legge di bilancio di fine anno. A ogni modo nel 2027 sono in programma le elezioni politiche: trovare il modo di finanziare strutturalmente una misura così onerosa diventerà quindi un problema del prossimo governo, anche se dovesse essere guidato ancora da Meloni, e non è detto che si decida di mantenerla. Anche perché la situazione che ha innescato il provvedimento, cioè la crisi energetica dovuta alla guerra in Medio Oriente, potrebbe cambiare.
La misura è stata annunciata un po’ a sorpresa. Nei giorni scorsi era emerso che il governo stava lavorando in effetti a un provvedimento sul bollo, ma si pensava al massimo a uno sconto e non a una completa esenzione. Ed è un annuncio sorprendente anche perché è un’esenzione che costerà miliardi di euro allo Stato, in un momento in cui il governo sta facendo fatica a racimolare qualche centinaio di milioni per continuare a prorogare di settimana in settimana lo sconto sulle accise, cioè le imposte di importo fisso su ogni litro di carburante.
La decisione di sospendere la riscossione del bollo è stata presa proprio all’interno del piano per contrastare il rincaro di benzina e gasolio innescato dalla guerra in Medio Oriente.
Da tempo il governo discuteva su come smettere di finanziare lo sconto sulle accise, che ha una forte valenza politica ma che rispetto a quanto costa ha effetti molto marginali sul costo dei carburanti, oltre a essere iniquo e talvolta controproducente.
