CADUTA DEL CARTELLONE PUBBLICITARIO. CHI NE RISPONDE NEI DANNI CAGIONATI A PERSONE?

Una donna, a causa del forte vento, veniva colpita da un cartellone pubblicitario. La stessa decide di instaurare un’azione di responsabilità civile nei confronti dell’ente comunale e della società che gestiva il servizio di pubblicità sui cartelloni stradali, chiamata in causa, per violazione dell’obbligo di custodia ex art. 2051 c.c. e, in subordine, sulla norma generale sulla responsabilità da fatto illecito ex art. 2043 c.c..

Nei primi due gradi di giudizio viene riconosciuta una responsabilità esclusivamente in capo alla concessionaria.

In sede di ricorso in Cassazione viene accolta la doglianza relativa alla violazione dell’art. 2051 c.c.:

Infatti, gli Ermellini, con l’Ordinanza n.16295/2019, depositata il 18 giugno, richiamano il principio, consolidato in giurisprudenza, secondo cui il dovere di custodia sancito dall’art. 2051 c.c. vale anche per le pubbliche amministrazioni con riguardo ai beni demaniali.  Ne deriva che la responsabilità deve essere accertata nel caso concreto, ed in particolare va esclusa solo ove si «dimostri che l’evento sia stato determinato da cause estrinseche ed estemporanee create da terzi, non conoscibili né eliminabili con immediatezza, neppure con la più diligente attività di manutenzione, ovvero da una situazione la quale imponga di qualificare come fortuito il fattore di pericolo, avendo esso esplicato la sua potenzialità offensiva prima che fosse ragionevolmente esigibile l’intervento riparatore dell’ente custode» (la sentenza, a riprova della propria tesi cita, tra le altre Cass. 7805/2017 e Cass. n. 6703/2018).

Nel caso di specie, inoltre, la Corte territoriale non ha coordinato la norma codicista con la normativa secondaria, tra le quali: l’art. 14 del codice della strada, l’art. 28 della delibera sulle affissioni, e l’art. 56 Reg. esecuzione e attuazione del Codice della Strada, che obbliga gli enti proprietari delle strade di vigilare sulla realizzazione ed il posizionamento dei mezzi pubblicitari

Ne consegue dunque, che la concessione a terzi del servizio pubblicitario non libera affatto l’ente convenuto dal dovere di custodia.

Ponendo un focus sul caso concreto la Corte perviene alla conclusione che il vento e gli altri elementi di fatto accertati nella fase del merito non liberano l’ente dalla responsabilità. In particolare il vento non può considerarsi quale caso fortuito; dunque, ai sensi dell’art. 2051 c.c., esso non è un fattore utile a escludere una responsabilità del custode.

In ultimo la Corte rinvia al giudice di merito l’accertamento del rispetto, da parte dell’Ente, degli obblighi di custodia sulle condizioni di gestione dell’impianto e sui pericoli che la sovrapposizione di manifesti avrebbe potuto produrre.

La sentenza è quindi cassata con l’enunciazione del principio di diritto sinteticamente riportato in massima.

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