Assegno divorzile: occorre una valutazione comparativa delle condizioni economico-patrimoniali delle parti

  • Categoria dell'articolo:Attualità
  • Tempo di lettura:1 minuti di lettura

Per i Giudici di legittimità l’errore si è concretizzato nel non tenere conto dell’effettiva situazione patrimoniale e reddituale dell’uomo, in relazione alla quale l’assegno divorzile andava quantificato, previo raffronto con le contrapposte condizioni economiche della ex coniuge.

700 euro come assegno divorzile possono non essere sufficienti, soprattutto se l’ex marito guadagna tra gli ottomila e i diecimila euro al mese e la ex moglie, che si è dedicata alla famiglia, deve fronteggiare sia le modeste condizioni economiche, sia la difficoltà a inserirsi nel mondo lavorativo, a causa dell’età e di una invalidità parziale. A far approdare la vicenda in Cassazione è la donna, non soddisfatta della decisione con cui i giudici d’Appello hanno aumentato l’assegno divorzile in suo favore portandolo a euro 700 mensili a fronte di euro 500 stabiliti dal Tribunale, negando, però, l’incremento dell’assegno di mantenimento a euro1.000 mensili, per il figlio quasi ventenne. Per quanto concerne l’assegno divorzile, l’avvocato che rappresenta la donna sostiene che in secondo grado non siano stati applicati «tutti i criteri idonei a giungere ad una corretta liquidazione» in favore della sua cliente e che sia stata stabilita una cifra che «svuota l’assegno dei suoi effetti».