Le pregresse false dichiarazioni pregiudicano l’attestazione Soa

  • Categoria dell'articolo:Appalti
  • Tempo di lettura:1 minuti di lettura

Consiglio di Stato, sentenza n. 7646 del 28.10.2010

Il Consiglio di Stato con la decisione in esame ha precisato che l’attestazione di qualificazione deve basarsi su documenti autentici e non può rimanere in vita se fondata su atti falsi, quali che siano i soggetti che hanno dato causa alla falsità. La Soa dunque va annullata anche se le dichiarazioni non veritiere non sono imputabili all’impresa che ha conseguito l’attestazione. Questo il principio espresso dal Consiglio di Stato con la decisione in oggetto. In caso di falso non imputabile sussiste il requisito di ordine generale di non aver reso false dichiarazioni circa il possesso dei requisiti richiesti per l’ammissione agli appalti e per il conseguimento dell’attestazione di qualificazione. Ma ciò comporta, tuttavia, che, nel definire il procedimento avviato con la richiesta di nuova attestazione presentata da soggetto che, in passato, ha già conseguito attestazione di qualificazione fornendo dati oggettivamente falsi, il soggetto preposto alla definizione dell’istanza non può permettere di verificare l’imputabilità meno al soggetto istante della pregressa situazione. E’ quanto non si è verificato nel caso di specie: la società che ha rilasciato l’attestazione non ha eseguito questa obbligata verifica.