Separazione: fuori casa il padre se è per il bene dei figli.

Separazione: fuori casa il padre se è per il bene dei figli.

Il giudice non può disporre la co-assegnazione della casa coniugale tra i coniugi che si separano, se si tratta di una scelta contraria all’interesse dei figli. È questa la conclusione alla quale addiviene la Corte di Cassazione con l’ordinanza numero 26709 del 2017, rigettando su tutti i punti il ricorso di un uomo che si era rivolto ai giudici di legittimità per veder riformata la sentenza di secondo grado. La Corte d’Appello infatti, confermando in toto la decisione del Tribunale, non aveva accolto la sua domanda di assegnazione parziale della casa coniugale, previa realizzazione di opere edilizie per la suddivisione.

Per i giudici del merito, infatti, la forte conflittualità che caratterizzava i suoi rapporti con la ex moglie, alla quale la casa coniugale era stata assegnata già in primo grado, costituiva un elemento ostativo all’accoglimento della richiesta, proprio perché contraria all’interesse dei minori. Del resto, va ricordato che in forza dell”articolo 337-sexies del codice civile “il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell”interesse dei figli”, dal quale quindi non può in alcun modo prescindersi.

Dinanzi alla Corte di cassazione, l’uomo aveva denunciato l’omesso esame ex art. 360, n. 5, c.p.c., in relazione alla persistenza di una situazione di conflittualità con la ex moglie, che la Corte d”appello avrebbe confermato in maniera errata. Per il ricorrente, anzi, i figli minori, in virtù del legame che li unisce al padre, avrebbero ottenuto un grande giovamento dalla co-assegnazione della casa coniugale, senza considerare che gli interventi edilizi di divisione non erano di difficile realizzazione, come invece era stato affermato. Per la Cassazione, tuttavia, tale motivo di ricorso deve essere considerato inammissibile, dal momento che con esso non si fa altro che porre in discussione l’accertamento di fatto compiuto dal giudice del merito e quindi ci si trova al di fuori dei confini tracciati dalla nuova formulazione dell”articolo 360, numero 5, del codice di rito.

La casa resta a disposizione della ex moglie e dei figli, l’uomo deve pertanto rassegnarsi e trovare un’altra sistemazione.

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