Rottamazione cartelle bis: accesso troppo restrittivo

Rottamazione cartelle bis: accesso troppo restrittivo

La c.d. “rottamazione bis delle cartelle” è senza dubbio una delle principali misure fiscali contenute nell’art. 1 del Decreto fiscale collegato alla Manovra 2018 (D.L. 148/2017, in G.U. n. 242 del 16/10/2017). Con l’art. 1 del D.L. n. 148/2017 è stata disciplinata la possibilità per i contribuenti di provvedere all’estinzione di un proprio debito con il Fisco, senza dover versare gli importi relativi alle sanzioni ed agli interessi di mora; restando dovuti, invece, la sorte capitale, gli interessi affidati all’agente della riscossione e l’aggio sulle somme rivenienti dalla definizione agevolata, oltre che le spese per notifica della cartella e le eventuali procedure esecutive (per maggiori approfondimenti v. articolo “Rottamazione cartelle bis: le novità del Decreto fiscale”).

Un aspetto sul quale è opportuno indagare riguarda l’art. 1 co. 4 del D.L. n. 148/2017, con cui è stato disposto che potranno essere “rottamati” tutti i carichi affidati all’agente della riscossione tra il 1˚ gennaio e il 30 settembre 2017. Non si tratta quindi di una nuova possibilità di definizione agevolata per coloro che, ad esempio, non avevano aderito alla misura di sanatoria lo scorso anno e ora ci hanno ripensato. Riguarda esclusivamente i carichi in corso d’anno. Per verificare tale situazione, bisognerà richiedere il rilascio dell’estratto di ruolo e farà fede non la data di presa in consegna da parte dell’agente della riscossione, bensì quella di trasmissione da parte dell’ente creditore. Questi nuovi debiti potranno essere definiti presentando la domanda di adesione entro il 15 maggio 2018 (utilizzando la modulistica che l’agente della riscossione dovrà predisporre entro il 31/10/2017). Conseguentemente, l’Agenzia delle Entrate – Riscossione comunicherà ai debitori:

-entro la fine di marzo 2018 i carichi a ruolo non ancora ufficializzati;

-entro il 30 giugno 2018 le somme dovute, con l’indicazione degli importi delle rate scelte dal debitore.

A questo punto il pagamento dovrà avvenire in un numero massimo di 5 rate di uguale importo da pagare rispettivamente nei mesi di luglio, settembre, ottobre, novembre 2018 e febbraio 2019. Resta ferma anche per la nuova rottamazione la facoltà del debitore di non pagare la prima rata di luglio 2018 e di riprendere così la dilazione precedente. Occorre ricordare, infatti, che una volta presentata la domanda, se non si ha una dilazione pendente precedente, laddove si decada dalla rottamazione non è più possibile rateizzare il debito residuo. Lo stesso vale se si ha una dilazione pregressa e si omette o ritarda il pagamento di una delle rate successive a luglio.

Ma è proprio sull’apertura di una nuova rottamazione per i carichi affidati all’agente della riscossione tra il 1 gennaio e il 30 settembre che occorre porre l’accento. Invero, il legislatore, con l’art. 1, co. 4, D.L. 148/2017, ha deciso di consentire l’accesso alla definizione agevolata solo a quei debitori i cui carichi siano stati iscritti tra il 1 gennaio e il 30 settembre 2017, escludendo incomprensibilmente tutti colori che, seppur con carichi iscritti in precedenza, abbiano deciso di non utilizzare la prima rottamazione (anche se in regola con i precedenti piani di rateazione). È evidente, dunque, come la norma contenga una grave lacuna. In sostanza si potrebbe verificare l’assurdo che:

-a coloro i quali sia stata rigettata la prima istanza di definizione agevolata dei carichi (perché non in regola con i pagamenti delle vecchie rateazioni) venga riconosciuta la possibilità di beneficiare della nuova rottamazione (art. 1 co. 2 del D.L. n. 148/2017);

-mentre, per coloro che (per varie ragioni) abbiano deciso di non utilizzare la precedente rottamazione (seppur in regola con i precedenti pagamenti) venga negato l’accesso alla nuova sanatoria sulla scorta del fatto che i loro carichi sono stati iscritti prima del 1 gennaio 2017. È evidente, infatti, come la norma tenda ad escludere l’apertura della nuova definizione agevolata ai carichi affidati fino al 2016.

Si auspica quindi un efficace intervento modificativo dell’art. 1, co. 4, D.L. 148/2017, volto ad estendere la “nuova” rottamazione a tutti i carichi affidati agli agenti della riscossione fino al 30 settembre 2017 (e non dal 1 gennaio 2017)

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