Rottamazione cartelle bis: le novità del Decreto fiscale

Rottamazione cartelle bis: le novità del Decreto fiscale

Tre sono le novità in tema di rottamazione delle cartelle di pagamento racchiuse nell’art. 1 del Decreto fiscale collegato alla Manovra 2018 (D.L. 148/2017) relativo alla estensione della definizione agevolata dei carichi. Si tratta di novità che si innestano sulla normativa specificatamente dettata per tale ambito dall’art. 6 del d.l. n. 193 del 2016 (poi convertito con modificazioni nella legge n. 225 del 2017):

1) Innanzitutto, i contribuenti che non hanno adempiuto il pagamento nei termini fissati per il pagamento delle rate della precedente rottamazione in scadenza nei mesi di luglio e settembre 2017 (art. 6, co. 3, lett. a) del d.l. 193/2016 convertito con modificazioni dalla legge 225/2016), hanno ancora tempo fino al 30 novembre 2017.

2) A seguire, per i soli carichi definibili compresi in piani di dilazione alla data del 24 ottobre 2016, per i quali il debitore non è stato ammesso alla definizione agevolata, a causa del mancato tempestivo pagamento di tutte le rate degli stessi piani scadute al 31 dicembre 2016, per rientrarvi nuovamente deve presentare una istanza di adesione entro il 31 dicembre 2017. Per via telematica il contribuente dovrà servirsi del modello di adesione predisposto dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione entro il 31 ottobre 2017, e indicare le modalità che si vogliono adottare per il pagamento del debito pregresso. Altresì, è tenuto necessariamente a pagare in una unica soluzione entro il 31 maggio 2018, le rate scadute e non pagate. Ed ancora, nel numero massimo di tre rate di pari ammontare, scadenti nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2018, dovrà pagare le somme dovute a seguito della rottamazione, nonché, a decorrere dal 1° agosto 2017, gli interessi del 4,5% annuo (art. 21, comma 1, D.P.R. n. 602/1973). D’altro canto, l’agente della riscossione, comunica ai debitori che hanno presentato tale istanza:

  • entro il 31 marzo 2018, l’importo delle rate scadute e non pagate;
  • entro il 31 luglio 2018, l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione, nonché delle relative rate e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse. Inoltre, il mancato o l’irregolare o l’insufficiente versamento del debito pregresso determina automaticamente l’improcedibilità dell’istanza.

3)  Infine, l’ultima novità (di cui all’art. 1 dl n. 148/2017, comma 4) riguarda nel dettaglio i carichi affidati dal 1° gennaio al 30 settembre 2017 che, pertanto, possono essere estinti mediante definizione agevolata. Anche per questa nuova rottamazione, è necessario controllare il momento in cui il credito erariale è uscito dalla disponibilità dell’ente creditore ed è per questo che è necessario che il contribuente chieda all’Agenzia delle Entrate – Riscossione la stampa dell’estratto di ruolo per conoscere l’entità delle somme definibili. La dichiarazione di adesione andrà presentata entro il 15 maggio 2018 con il modello online predisposto entro il prossimo 31 ottobre. Da ultimo, sarà al 30 giugno 2018 la stessa Agenzia delle Entrate a presentare il conto della nuova rottamazione da saldare in una o 5 rate, la prima delle quali in scadenza il 31 luglio. L’ultima rata invece scadrà il 28 febbraio 2009.

Ciò detto, deve essere prestata attenzione al fatto che queste novità normative, sebbene vengano annunciate come una sorta di “rottamazione bis”, in realtà non consentono a coloro che avevano già deciso di non utilizzare la norma agevolativa della vecchia edizione, pur rispettando le rate, di usufruire di questa nuova rottamazione

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