Condominio: l’acqua non si stacca ai morosi.

Condominio: l’acqua non si stacca ai morosi.

Il tribunale di Bologna con ordinanza del 15 settembre 2017 ha stabilito che l’acqua è un bene essenziale e che bisogna garantire un quantitativo minimo vitale pari a 50 litri per condomino al giorno.  Questa è la conclusione cui addiviene il giudice, rigettando la richiesta di sospensione dei servizi centralizzati dell’amministratore di condominio nei confronti di un condomino moroso.

La fattispecie riguarda il caso di un condominio che aveva chiesto e ottenuto un decreto ingiuntivo nei confronti di una donna inadempiente. Stante la persistenza della morosità, ulteriormente aggravata dai consistenti consumi, aveva proposto ricorso ex art. 700 c.p.c. per l’autorizzazione alla sospensione dei servizi centralizzati di riscaldamento e acqua, oltre al distacco dall’antenna televisiva, come previsto dall’art. 63, 3 comma, disp. att. c.c in caso di morosità nel pagamento delle quote condominiali.

Il giudice, pur accertando preliminarmente la durata della morosità della donna e dell’astratta applicabilità dell’art. 63, 3 comma, disp. att. c.c., in forza del quale, «in caso di mora nel pagamento dei contributi che si sia protratta per un semestre, l’amministratore può sospendere il condomino moroso dalla fruizione dei servizi comuni suscettibili di godimento separato» ritiene, tuttavia, aderendo all’orientamento giurisprudenziale maggioritario, di negare la sospensione dei servizi “essenziali”.

Il dibattito fra “servizi essenziali” e “non essenziali” in funzione della preminente tutela del diritto alla salute (art. 32 Cost.), costituisce un terreno di vivaci scontri tra dottrina e giurisprudenza, i quali si sono interrogati, giungendo a risultati piuttosto divergenti. Il giudice emiliano si associa all’orientamento che nega la sospensiva per i diritti primari costituzionali, ricordando altresì che di tali servizi essenziali ha tenuto conto anche il legislatore, proprio per quanto concerne l’acqua, con il Dpcm 29/8/2016, stabilendo che «ai soggetti indigenti, seppur morosi, va comunque garantita una fornitura di 50 litri al giorno pro capite» Tutto ciò non ricomprende ovviamente il servizio dell’antenna televisiva centralizzata, il quale può essere interrotto.

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