Giurisprudenza
Studio Legale Parenti

Diritto Tributario

IRAP non dovuta dal commercialista sui compensi presi come amministratore

Corte di Cassazione, sentenza n. 19607 del 16.09.2010

Il commercialista non paga l'Irap sui compensi, anche molto alti, che percepisce in qualità di amministratore o membro di un collegio sindacale. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 19607 del 16 settembre 2010, ha accolto il ricorso del professionista ribaltando completamente la decisione della commissione tributaria regionale della Lombardia. Il paletto c'è la sezione tributaria è stata molto chiara sul punto: il prelievo fiscale dell'Irap illegittimo solo nel caso in cui il commercialista, nell'attività di amministratore o sindaco, non si avvalga di dipendenti o collaboratori. Non per questo, tuttavia, la decisione perde importanza. Infatti, quel tipo di attività viene svolta prevalentemente senza aiuti esterni, un lavoro autonomo allo stato puro. Ma non basta. il caso sottoposto all'esame della Corte desta ancora più scalpore" se si pensa che in vari punti della motivazioni si legge che l'alto compenso non legittima il prelievo fiscale. La decisione conta un precedente, una sentenza di Cassazione depositata nel 2007 (la n. 10594), nella quale era stato esaminato, però in caso un po' diverso. Nel senso che il professionista (almeno non risultava dalla sentenza) non percepiva grandi introiti dall'attività di amministratore. Insomma in quella circostanza la Cassazione si era limitata a sostenere che "in tema di Irap, il combinato disposto degli artt.3, primo comma, lett. c) e 8 del d.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, facendo riferimento, per la determinazione della base imponibile, alla differenza tra l'ammontare dei compensi percepiti e quello dei costi sostenuti inerenti alle attività di cui all'art. 49, primo comma, del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, senza menzionare quelle di cui al secondo comma, lettera a), della medesima disposizione, esclude l'assoggettabilità ad imposizione di quella parte di reddito che un lavoratore autonomo, esercente abitualmente l'attività professionale intellettuale di dottore commercialista, abbia prodotto in qualità di presidente del consiglio di amministrazione di una banca, senza utilizzare la propria autonoma organizzazione".

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