Giurisprudenza
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Diritto Processuale Penale

La custodia cautelare scatta anche se il coindagato è stato subito scarcerato

Corte di Cassazione, sentenza n. 34240 del 23.09.2010

E' legittima la custodia cautelare in carcere disposta nei confronti dell'imputato, anche se il suo complice è stato scarcerato subito dopo l'arresto. Non c'è disparità di trattamento in quanto il giudice decide valutando la personalità del singolo. Lo ha stabilito la Suprema Corte con la sentenza in oggetto, respingendo il ricorso di un cittadino straniero contro la conferma della sua custodia in carcere per concorso nella detenzione di stupefacenti. L'uomo impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Genova, eccependo una palese disparità di trattamento rispetto a quello riservato al coimputato nello stesso processo, scarcerato appena poche ore dopo l'arresto. La terza sezione penale ha negato la sua tesi e confermato il carcere, affermando che "in tema di misure cautelari personali, la valutazione della personalità dell'imputato varia caso per caso ed quindi, diversa per ciascuno dei soggetti del medesimo processo. Pertanto, quando la motivazione si sia soffermata sugli elementi ritenuti influenti e decisivi, il richiamo alla pretesa disparità di trattamento rispetto ad altri coimputati è del tutto inconferente, giacchè le determinazioni del giudice, in materia di custodia preventiva, conseguono alla valutazione anche di circostanze strettamente personali, che, come tali, non possono esercitare alcuna influenza sulla posizione individuale degli altri".

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