Giurisprudenza
Studio Legale Parenti

Diritto del Lavoro

Puņ essere licenziato il sorvegliante che parla al telefono

Corte di Cassazione, sentenza n. 5371 del 04.04.2012

La Corte di Cassazione con la sentenza in esame ha precisato che se il vigilante invece di controllare ciò che accade nell'azienda dove è chiamato a fare sorveglianza, fa telefonate private, rischia il licenziamento. La Cassazione, ha confermato la sentenza della Corte d'Appello di Lecce che aveva rigettato il ricorso di un uomo, dipendente di un istituto di vigilanza, che chiedeva di dichiarare illegittimo il licenziamento intimatogli. Il dipendente, addetto all'ingresso di un ospedale, aveva più volte effettuato telefonate di svago, lunghe anche due ore, mentre era in servizio. A scoprirlo era stata l'azienda ospedaliera, che aveva controllato i tabulati non spiegandosi il numero eccessivo delle chiamate rilevate. A quel punto, coincidendo con gli orari di turno del dipendente, l'Istituto di vigilanza, datore di lavoro, lo aveva licenziato.
Nel caso in esame, secondo i giudici, «è stato conferito giusto risalto al tipo di attività svolta dall'addetto alla sorveglianza all'ingresso del presidio ospedaliero, che richiede particolare attenzione per evitare il rischio di intrusioni di soggetti non autorizzati, eventualmente pericolosi, in un ambiente quale quello ospedaliero, evidenziandosi anche il pregiudizio rispetto alla perdita di future commesse da parte della società che aveva in appalto il servizio».

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