Corte di Cassazione, sentenza n. 15224 del 23.06.2010
La Corte di Cassazione con la sentenza in esame ha precistao che la semplice illegittimità del protesto non garantisce al correntista il danno alla reputazione. Lo ha chiarito la Cassazione con la sentenza in oggetto secondo la quale "la semplice illegittimità del protesto, pur costituendo un indizio in ordine all'esistenza di un danno alla reputazione, da valutare nelle sue diverse articolazioni, non di per sé sufficiente per la liquidazione del danno medesimo, essendo necessarie la gravità della lesione e la non futilità del pregiudizio conseguente; elementi questi che possono essere provati anche mediante presunzioni semplici, fermo restando però onere del danneggiato di allegare gli elementi di fatto dai quali possa desumersi l'esistenza e l'entità del pregiudizio".
Perde i soldi la banca che finanzia un cliente noto come camorrista
Corte di Cassazione, sentenza n. 33796 del 12.09.2011
Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 24418 del 02.12.2010
Pagabile l'assegno bancario anche se non è indicato il beneficiario
Corte di Cassazione, sentenza n. 16556 del 14.07.2010
Anche se il protesto è illegittimo il danno alla reputazione va provato
Corte di Cassazione, sentenza n. 15224 del 23.06.2010
Non è segnalabile alla centrale rischi la società che ha bilanci in perdita
Corte di Cassazione, sentenza n. 12626 del 24.05.2010
La mancata consegna dell'auto blocca il recupero contro l'acquirente
Corte di Cassazione, sentenza n. 3589 del 16.02.2010
Gli assegni non possono essere compilati con la matita
Corte di Cassazione, sentenza n. 6524 del 18.03.2009
L'intermediario finanziario deve rispettare gli obblighi di trasparenza
Corte di Cassazione, sentenza n. 3773 del 17.02.2009