Corte dei Conti, sentenza n. 445 del 08.09.2011
La Corte dei Conti con la sentenza in esame ha precisato che se l’espropriazione non viene ultimata correttamente, secondo le procedure di legge, a rispondere del danno erariale possono essere chiamati in prima persona il dirigente responsabile del settore ed il vertice politico dell’ente. Con la sentenza in esame la Corte ha condannato in prima persona un funzionario e il presidente della provincia di Sassari a seguito del riconoscimento del diritto al risarcimento ai proprietari del terreno per la perdita del diritto di proprietà. I due proprietari, infatti, avevano convenuto in giudizio l’amministrazione Provinciale e avevano ottenuto il riconoscimento delle proprie ragioni deducendo l’illegittima occupazione delle aree per scadenza del termine legale e l’irreversibile trasformazione delle stesse (c.d. accessione invertita).
Secondo la Corte, la responsabilità dei singoli può essere affermata qualora siano ravvisabili: il rapporto di servizio fra i convenuti e l’ente che ha subito il nocumento patrimoniale; l’esistenza di un danno erariale causalmente collegabile con la condotta dei medesimi; l’elemento psicologico del dolo o della colpa grave. Tutti elementi rinvenuti nel comportamento dei convenuti che pur potendo non si erano adoperati per la ultimazione della procedura espropriativa. Ragion per cui, i giudici contabili hanno condannato il politico al pagamento del danno stimato, nella misura di un terzo in considerazione del fatto che è rimasto in carica per un periodo limitato (dal 1986 al 1990), e per i restanti due terzi il dirigente amministrativo.
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